NESSUNO DIFENDE GLI INTERESSI DEI LAVORATORI. ALLE ELEZIONI REGIONALI DELLA TOSCANA DEL 31 MAGGIO NON ANDARE A VOTARE



Alle prossime elezioni regionali della Toscana il Partito Comunista dei Lavoratori non sarà presente a causa di una assurda e antidemocratica legge elettorale. Va raccolto un numero esorbitante di firme per ogni circoscrizione (rendendo di fatto impossibile l'accesso a nuove forze politiche), una volta raccolte le firme ci sono poi delle soglie di sbarramento altissime (il 5% per le liste che si presentano da sole, il 10% per le coalizioni) e un premio di maggioranza che rende ridicolo il concetto stesso di democrazia borghese.

L'offerta politica quindi alle prossime regionali sarà molto limitata e non andrà oltre le forze politiche che in questi ultimi anni sono state presenti in consiglio regionale. Tutte forze politiche che restano nel quadro delle compatibilità capitaliste e tutte compromesse con le politiche di austerità del governo e dell'Unione Europea.

Da questo non si discosta neanche la lista di sinistra SI Toscana - Toscana a Sinistra che candida Tommaso Fattori alla presidenza della regione. Una lista nata dal compromesso tra le forze politiche di quel che rimane della sinistra "radicale" toscana (SEL, PRC e PCdI) con qualche spruzzata dei movimenti per i beni comuni. Una lista che non mette al centro della propria attenzione la difesa degli interessi di classe dei lavoratori, dei giovani, dei disoccupati, dei migranti, dei senza casa, ma che ci ripropone la solita novella riformista che tanti danni ha fatto in questi ultimi anni. In più le liste di Si Toscana sono infarcite di candidati che negli ultimi anni si sono distinti per il loro opportunismo politico, da una parte a parole si dichiaravano oppositori del PD e del governo Renzi, dall'altra entravano in giunte locali (comuni provincia e anche in regione) sostenendo le amministrazioni del PD. Pertanto oltre ad avere un programma assolutamente riformista e compatibile con le logiche di austerità c'è anche una pregiudiziale sull'affidabilità di molti dei personaggi candidati. Per questa lista non si può parlare neanche di socialdemocrazia, il loro orizzonte è chiuso in questa società, magari con qualche contentino per i più deboli ma senza mettere in discussione un sistema barbaro e iniquo. Inoltre bisognerebbe chiedere conto ai partiti che compongono la lista Sì di quello che hanno approvato e condiviso insieme alla giunta Rossi in questi anni: la privatizzazione selvaggia di servizi come la distribuzione dell’acqua pubblica; il disfacimento della sanità a favore degli interessi privati, l’aumento dei ticket  per le fasce più deboli e dei lavoratori; il progetto TAV; il rigassificatore di Livorno, fermo - ma inutile e pericoloso - costato un miliardo, regalato ad IREN e E.ON tramite gli aumenti delle bollette energetiche; per non parlare dell’agibilità politica tragicamente concessa a gruppi apertamente fascisti e xenofobi come Casapound e Forza Nuova; nessuna difesa dell’occupazione.

Siamo certi, malgrado questo disastro, che in mancanza di chiari riferimenti politici in difesa dei lavoratori, molti di questi si affideranno comunque la lista Sì in virtù del ragionamento che comunque sia si tratta del “meno peggio”. È una scelta che rispettiamo, ma la nostra prospettiva nasce dalla completa sfiducia verso questi settori che in anni di compromessi, svendite e opportunismi hanno dilapidato non solo una chiara opposizione di classe verso le scelte confindustriali del PD, ma in più hanno anche gravemente danneggiato la coscienza di classe nei territori. Dunque abbiamo deciso di non legittimare questi percorsi.


Contro l’attacco senza precedenti dei governi (sia di quello nazionale che di quelli locali) bisogna rispondere con altrettanta radicalità.

Non essendoci liste che non si sono compromesse negli anni passati e anche attualmente nelle giunte locali con i governi del PD, non essendoci liste che mettono al centro della propria attenzione la difesa intransigente dei diritti della classe lavoratrice, non vediamo nessun motivo valido per dare anche soltanto una indicazione di voto; valga la parola d’ordine che è risuonata nelle manifestazioni di tutto il mondo:

LA CRISI LA DEVONO PAGARE I CAPITALISTI,

SE NE VADANO TUTTI GOVERNINO I LAVORATORI.



Pertanto il PCL della Toscana invita al boicottaggio delle elezioni regionali.

Solo la lotta paga.



PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

Coordinamento della Toscana

LA LEZIONE DELLA GRECIA: L'ILLUSIONE DEL RIFORMISMO, L'ATTUALITÀ DI UNA SINISTRA RIVOLUZIONARIA.

L'esperienza in corso del governo Tsipras è un punto centrale di confronto nella sinistra internazionale, innanzitutto europea. 
Quale dinamica ha sospinto il successo di Syriza? 
Qual è la natura del suo programma e il corso reale della sua politica? 
Quale possibile risposta alternativa alla catastrofe sociale della Grecia? 
Quali indicazioni trarre dall'esperienza in corso ai fini delle prospettive del movimento operaio nel nostro Paese? 


PARLEREMO DI TUTTO QUESTO CON: 

YANNIS ANGELLIS - dirigente nazionale dell'ESIEA (sindacato greco dei giornalisti) e membro della Segreteria nazionale del Partito Operaio Rivoluzionario (EEK), sezione greca del Coordinamento per la Rifondazione della Quarta Internazionale 

MARCO FERRANDO - portavoce nazionale del Partito Comunista dei Lavoratori, sezione italiana del Coordinamento per la Rifondazione della Quarta Internazionale. 


LUNEDI 11 MAGGIO 
ORE 21:30 
VIA DEGLI ALFANI, 13/R FIRENZE

CHI LOTTA PER I DIRITTI NON PUO’ ESSERE PROCESSATO

Ancora una volta a Livorno il simbolo mediatico della repressione e della giustizia di Stato ricomincia la sua rappresentazione con la riapertura del processo contro le avanguardie delle lotte anticapitalistiche.
Viene colpito chi in questi anni ha organizzato una vera propria resistenza contro la violenza dei poteri forti che con la speculazione edilizia, gli sfratti, la salute sempre più precaria, la disoccupazione, i licenziamenti e lo sfruttamento selvaggio hanno reso questa città sempre più invivibile per i lavoratori e cittadini meno abbienti. La nostra consapevolezza è quella che sia sempre più necessario un fronte unico di lotta e di resistenza all’ arroganza degli apparati dello stato e degli interessi capitalistici. Di fronte a questa palese violenza che arriva persino a togliere i minimi diritti di cittadinanza ci chiediamo di quale illegalità possono essere giudicati i compagni imputati. Va rigettata questa logica. Oggi chi deve essere giudicato è solo chi sta riducendo alla fame e alla disperazione decine di famiglie. Il processo è solo contro di loro. Se ne facciano una ragione. Alla fine le lotte dei lavoratori dei precari e di chi resiste ogni giorno contro chi sfrutta, specula e devasta in nome del profitto avranno la meglio. Le lotte per i diritti non si possono processare. La lotta di classe non si può fermare.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
Sezione Provinciale di Livorno

IL PD SVELA PUBBLICAMENTE IL SUO VERO VOLTO: L'ODIO PER GLI ANTIFASCISTI E I LAVORATORI

Venerdì sera 27 marzo nei locali della casa del popolo di Grassina ,dove si stava svolgendo una serata musicale con una delle band più amate dai giovani proletari toscani, al termine di un'intervento sul palco di una delegazione del "Presidio antifascista di Bagno a Ripoli" e di esponenti di "Coverciano antifascista", teso a sensibilizzare le coscienze dei giovani sul pericolo delle ideologie fasciste, xenofobe e razziste con le quali anche recentemente si è tentato di aggredire il nostro territorio, ed a inquadrare le pesantissime responsabilità della amministrazione cittadina che, non solo non le ha ostacolate, ma addirittura ha favorito la militarizzazione del territorio per consentire loro di diffondersi, una consigliera comunale del PD presente in sala ha aggredito verbalmente, passando poi a sistemi più maneschi grazie all'aiuto del proprio accompagnatore, il portavoce della nostra sezione fiorentina.

La reazione dei presenti non si è fatta attendere e i due sono stati allontanati da una folla indignata.

Tutto ciò dimostra ancora una volta che il PD è nemico di ogni sincero antifascista e che le sue politiche sono ormai dedicate a tentare di reprimere il dissenso di ogni spirito antifascista e anticapitalista ed a favorire l'arroganza dei poteri forti.
Solidarietà al nostro portavoce.

Non sarà tollerata nessun'altra provocazione o aggressione da parte di nessun servo della barbarie capitalista.

PCL SEZ. FIRENZE

ANSALDOBREDA È STATA VENDUTA. GLI OPERAI SANNO CHI RINGRAZIARE!

 
AnsaldoBreda è stata venduta al colosso giapponese Hitachi. 
Si è chiusa una vicenda che, con il tempo, ha assunto sempre più le caratteristiche di una farsa. Erano anni ormai che il destino di questa azienda e di questa storica fabbrica pistoiese appariva segnato. 
Non tanto e non solo per l’atteggiamento di distacco e di palese disinteresse che Finmeccanica (di cui il Ministero dell'Economia e delle Finanze è il maggior azionista) ha da sempre tenuto nei confronti della sua controllata AnsaldoBreda. Basta ricordare che anche i suoi vari Amministratori Delegati – Guarguaglini, Orsi, Pansa, ed ora Moretti – si sono sempre mossi ed hanno sempre operato in direzione della vendita di AnsaldoBreda. Ma piuttosto perchè questa loro azione è stata portava avanti in funzione di una strategia ben precisa, come vedremo più avanti.
Solo gli opportunisti politici e sindacali non se ne sono accorti (o hanno fatto finto di non accorgersene). Ed hanno continuato a gettar fumo negli occhi ai lavoratori e, più in generale, all’intera popolazione cercando di convincerli che con la loro azione, il loro operato, concertativamente, sarebbero riusciti a convincere la Proprietà a rinunciare alla dismissione.
Ricordiamo le rituali processioni laiche verso i palazzi delle Istituzioni locali; le Messe propiziatorie del Vescovo nei capannoni della fabbrica; le dichiarazioni altisonanti e le promesse dei politici istituzionali locali – di ogni colore –  tendenti ad assicurare la loro influente intercessione presso i Palazzi del Potere.
Fra quelle mille dichiarazioni ufficiali vogliamo segnalare quella che ci appare come la più significativa e illuminante. E cioè quella che nel 2011, il Presidente della Regione Toscana, il bersaniano (all’epoca) Enrico Rossi rilasciò a Pistoia: «…. il governo possiede la golden share di Finmeccanica e deve svolgere il suo ruolo di proprietario di Finmeccanica, predisporre il rilancio produttivo del comparto ferroviario che è un settore moderno, strategico per far ripartire l’economia sia a livello regionale che nazionale. Altro che vendita! Quindi basta con le promesse, con dichiarazioni generiche….». E inoltre: «Breda non si vende dovranno passarci sopra».
Lo stesso Rossi, ora filorenziano, ha abbandonato i toni guerreschi  e quella sbandierata intransigenza, ed ha cambiato parere sulla questione Breda. Quando si dice la coerenza!
Sull’operato dei rappresentanti della classe politica pistoiese e dei suoi vari partiti governisti  (a prescindere dal colore e dalle varie sfumature) stendiamo un velo pietoso. La loro ipocrisia e la loro pochezza (oltretutto sbandierata maldestramente anche attraverso i media) è sotto gli occhi di tutti. Parlano i fatti. E non soltanto per quanto attiene la vicenda AnsaldoBreda. Ma anche su tutte le altre questioni: la Sanità, l’Istruzione, l’Ambiente, il Trasporto Locale, ecc. ecc.
Ora, i rappresentanti delle burocrazie sindacali pistoiesi, chiedono ai nuovi padroni garanzie sull’occupazione e, più in generale, garanzie sul futuro della Breda. 
Addirittura, pateticamente, il Segretario nazionale Fiom-Cgil Rosario Rappa, chiede di «verificare la possibilità di bloccare la cessione». 
A questo si è ridotta anche la lotta sindacale.
Ma al di là di questi atteggiamenti quasi folkloristici delle varie rappresentanze politiche e sindacali, rimane realmente e drammaticamente difficile e pieno di incognite il futuro di centinaia di lavoratori. Assai di più se si considera il totale degli addetti compreso l’indotto.  A questo proposito appare ancor più drammatico il futuro dei 170 addetti al revamping dello stabilimento AnsaldoBreda di Carini che non rientra negli accordi fra Finmeccanica e Hitachi.
La questione della dismissione di AnsaldoBreda è però grave anche per un altro aspetto, che ha molto a che fare con la natura imperialistica dell’Italia.  Infatti questa operazione è parte integrante di una strategia politica di fondo ben precisa.
L’Amministratore Delegato di Finmeccanica, Mauro Moretti (che, come Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato è tristemente conosciuto dagli italiani per avere completato l’opera di distruzione del Trasporto ferroviario, e ancor più tristemente ricordato dagli abitanti di Viareggio per quella strage del 2009 in cui 32 persone trovarono una morte atroce), ha chiaramente fatto intendere che AnsaldoBreda è stata sacrificata sull’altare dei profitti di una economia di guerra.
Ha dichiarato Moretti che: «la vendita del business relativo al trasporto ferroviario rappresenta una tappa importante nella realizzazione del nostro Piano Industriale che mira a focalizzare e a rafforzare il gruppo nel core business hi-tech Aerospaziale, Difesa e Sicurezza».
Dunque, nel Piano Industriale dell’Italia non c’è spazio e non sono previsti investimenti nella tecnologia civile. Largo spazio e grandi investimenti nella tecnologia di guerra. (TAV, EXPO, MOSE rientrano in un’altra tipologia di business  che comunque niente ha a che vedere con gli interessi generali ed il progresso civile). 
Questa è la classe dirigente politica della borghesia italiana. 
Ma non è una questione di uomini più o meno illuminati, più o meno consapevoli o più o meno onesti. E non è nemmeno una questione di collocazione politica più o meno di sinistra e più o meno radicale. In un sistema capitalistico, lo Stato e le sue Istituzioni (compresi i vari Partiti che vi si riconoscono), sono organici a quel sistema di potere. Le varie strategie politiche, le varie scelte e le varie leggi che ne conseguono, sono tutte funzionali al mantenimento e al consolidamento del potere della grande borghesia finanziaria e parassitaria. 
Ormai tutto questo dovrebbe apparire chiaro, tanta è l’evidenza con la quale si manifesta questo stato di cose. E dunque anche ogni riferimento a improbabili e velleitarie soluzioni di stampo riformistico, o a un generico e fumoso anticapitalismo di facciata, oggettivamente, si pone al servizio del Capitale e perciò, indirettamente, contro gli interessi di classe dei proletari.
Ecco che allora si rende sempre più urgente e necessario un radicale cambiamento nel modo di intendere la politica di alternativa e, conseguentemente, le relative forme di lotta.
Perchè il Capitalismo la conduce veramente la sua lotta di classe, usando vigliaccamente anche gli strumenti più duri. La classe operaia deve fare altrettanto mettendo in campo la sua enorme forza e tutti gli strumenti di cui può disporre e si può dotare.

Come Partito Comunista dei Lavoratori ci proponiamo come punto di riferimento per questo cambiamento e facciamo appello alla parte più cosciente e più avanzata della classe operaia per una mobilitazione orientata verso una rivolta sociale, nella prospettiva di un diverso ordinamento sociale. 


PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI - PISTOIA

SONO SEMPRE LORO AD OSPITARE I FASCISTI, HOTEL MEDITERRANEO E GIUBBE ROSSE

Per l'ennesima volta il Caffè le Giubbe Rosse e l'Hotel Mediterraneo di Firenze si sono prestati ad ospitare iniziative di organizzazioni razziste e fasciste. Al Caffè Le Giubbe Rosse la scorsa settimana la Lega Nord del razzista Salvini ha presentato il proprio candidato alla presidenza della regione, tal Claudio Borghi. Le Giubbe Rosse non sono nuove a questo tipo di iniziative, alcuni anni fa ospitarono Alessandro Mazzerelli, leader dell'ultrarazzista MAT (Movimento Autonomista Toscano), un gruppuscolo dell'estrema destra xenofoba che batte in peggio anche la Lega Nord di Salvini. Alle Giubbe Rosse fu ospitato anche, in occasione delle elezioni comunali di Firenze del 2009, Paolo Poggi candidato a sindaco di una alleanza tra Fiamma Tricolore, la Destra e Forza Nuova, serata che terminò con il tentativo di pestaggio, nel classico stile fascista, ad un gruppetto di ragazzi che avevano assistito al concerto della Banda Bassotti per la chiusura della campagna elettorale del Partito della Rifondazione Comunista . Nel 2013, sempre alla Giubbe Rosse, furono ospitati i fascisti del terzo millennio di Casapound per la presentazione di un libro sul caso Raciti, presentazione che finì con l'aggressione squadrista nei confronti di tre militanti del nostro partito che stavano passeggiando in piazza Repubblica. Casapound, va sempre ricordato, è il gruppo da cui proviene Gianluca Casseri, il fascista che uccise Samb Modou e Diop Mor in piazza Dalmazia.
L'hotel Mediterraneo può vantare una lista ancora più lunga di frequentazioni con fascisti d vario genere, dal congresso di Nuova Destra Sociale (saltato grazie alla mobilitazione degli antifascisti fiorentini) alle serate con Achille Totaro fino a sabato 14 febbraio quando in un colpo solo hanno ospitato Casapound con il vicepresidente nazionale De Simone, Sovranità (nuovo gruppetto dell'estrema destra filosalviniana) e la Lega Nord con Claudio Borghi.
Crediamo che sia l'ora di iniziare un serio boicottaggio nei confronti di queste due strutture (che si rifugiano sempre dietro scuse inverosimili del tipo non sapevamo chi erano i relatori), non è un caso se fascisti e razzisti vanno sempre li, evidentemente le proprietà sono nel migliore dei casi conniventi nel peggiore complici.
Pertanto invitiamo tutti gli antifascisti e gli antirazzisti a boicottare queste strutture. Bisogna far partire una campagna per mettere a conoscenza fiorentini e turisti che andare alle Giubbe Rosse ed all'Hotel Mediterraneo significa dar soldi a chi da spazio a fascisti e razzisti.

BOICOTTARE L'HOTEL MEDITERRANEO ED IL CAFFE' LE GIUBBE ROSSE E' UN DOVERE DI TUTTI GLI ANTIFASCISTI E DI TUTTI GLI ANTIRAZZISTI

Partito Comunista dei Lavoratori Firenze