Il Partito Comunista dei Lavoratori della Toscana sostiene il Referendum contro la Legge 28 sulla Sanità della Regione Toscana.

Il Partito Comunista dei Lavoratori della Toscana sostiene il Referendum contro la Legge 28 sulla Sanità della Regione Toscana. 

Questa legge di ispirazione nettamente reazionaria colpisce la sanità pubblica a favore di una privatizzazione selvaggia. Vengono accorpati i servizi sanitari nei capoluoghi di provincia lasciando a se stesse le zone periferiche e i piccoli borghi non dando alcuna garanzia per i soccorsi e le cure in queste località lontane dal centro. Verranno tagliati i posti letto, aumenteranno i tempi all’ inverosimile per le liste di attesa inerenti le visite specialistiche. Non solo ma con i tagli dei fondi destinati alla salute pubblica sono previsti almeno 4000 posti di lavoro in meno negli ospedali toscani. Verranno accorpate le ASL in sole tre aree vaste con l’eliminazione di presidi medici in tutta la Regione. Tutto questo destinerà la maggiore attenzione politica ed economica verso le strutture private, lasciando a se stessi i lavoratori, gli strati meno abbienti e le loro famiglie. Solo chi avrà “tanti soldi” potrà curarsi. Le condizioni di vita di questi strati si sono aggravate negli ultimi anni con gli attacchi ai salari, la cassa integrazione e la disoccupazione. Il PCL è dalla parte dei lavoratori e ne difende gli elementari diritti alla salute sia sul posto di lavoro che nei quartieri delle metropoli e sul territorio. Pur essendo coscienti che solo la forte mobilitazione e la lotta possono fermare gli attacchi del capitalismo alle condizioni di vita dei lavoratori, sosterremo il referendum contro la legge 28 studiata dal PD e anche dalle forze del centro sinistra che erano nella giunta regionale ben prima di questo nuovo mandato al governatore Rossi. Vogliamo anche opporci totalmente all'uso strumentale e populista del referendum da parte delle destre e dei baroni della medicina arroccati in difesa di poteri forti e dei loro interessi. 

Sempre dalla parte dei lavoratori ! 
Solo la lotta paga. 
Sosteniamo il Referendum contro la legge 28 sulla Sanità toscana. 

Partito Comunista dei Lavoratori - Toscana
Ottobre, 2015

UNA SERATA PER WALTER ROSSI - Mercoledì 30 settembre, FIRENZE


UNA SERATA PER WALTER ROSSI
30 SETTEMBRE 77 – 30 SETTEMBRE 15
Sono passati 38 anni da quando i fascisti del MSI assassinarono Walter Rossi, giovane militante di Lotta Continua di Roma
NON POSSONO UCCIDERE LA RIVOLUZIONE
Dalle ore 20 cena popolare
Ore 21:30 interventi
Ore 22:30 proiezione del video “CONTRO L’OBLIO DI QUEGLI ANNI DI SANGUE”
Mercoledi 30 settembre dalle ore 19:30
Via degli Alfani, 13 rosso Firenze
Partito Comunista dei Lavoratori Firenze

Il modello toscano



Qualche settimana fa è apparso un articolo sulla Nazione  che annunciava in maniera entusiastica l’apertura  presso il Centro Chirurgico Toscano, polo di matrice privata, di un servizio di “primo soccorso” , salutato come la panacea per i mali del pronto soccorso di Arezzo. Nell’articolo se ne evidenziavano  le enormi virtù: parziale alternativa all’emergenza  del San Donato erogata da una struttura specializzata in ortopedia ma operante per qualunque altra problematica chirurgica. Aperto dalle 9,00 alle 19,00, sabato e domenica esclusi. Se cliccate su Centro Chirurgico Toscano vi appaiono immagini edulcorate di operatori capaci e professionali, impegnati nella realizzazione di una sinergia di servizi tale che , si desume, solo il privato vi potrà garantire.
Si evidenzia che la tariffa di accesso è uguale per tutti: cento euro. Questo dovrebbe rasserenare gli animi e far dire che in fondo al Centro Chirurgico si risparmia, perché se si seguisse nel pubblico l’iter di radiografie, esami del sangue ecc prima di una operazione, si spenderebbe di più. Quelle cento euro uguali per tutti, senza distinzione per reddito, paradossalmente rappresenterebbero la nuova frontiera dell’uguaglianza del cittadino di fronte ai problemi di salute , oltre a mettere in risalto ancora una volta che pagando sull’unghia si ottiene la competenza del privato tempestivo paragonato al servizio pubblico lento,  infognato in liste di attesa infinite e tutto sommato neanche gratuito. La domanda sorge spontanea: chi si rivolgerà al primo soccorso privato?? Non certo il cittadino preda della crisi . E se non mi accolgono perché non ho cento euro da pagare su due piedi? Mi buttano fuori, a dispetto della deontologia medica e infermieristica?
In parole povere, si sta assistendo alla ormai spudorata privatizzazione della sanità.  Coloro ai quali paghiamo le tasse che sovvenzionano  la sanità pubblica e che dovrebbero garantirci servizi  pubblici sempre più all’avanguardia ci stanno invece pilotando verso la conclusione che un sistema sanitario pubblico così com’è meglio perderlo, tanto non lo rimpiangerà nessuno, c’è comunque il polo privato.
Il terreno è stato preparato da tempo, scientificamente, sia con la lenta erosione delle risorse destinate alla sanità pubblica sia con la creazione a tavolino della inefficienza pubblica.
Da molto, troppo tempo la risposta al bisogno di salute del cittadino viene data all’insegna del rigore, della riduzione dei costi,  e quando si stabilisce che una delle qualità del nostro Servizio Sanitario nazionale debba essere l’economicità (accanto all’efficacia e all’efficienza) finisce sempre che il risparmio viene applicato partendo  dal basso e quasi mai dall’alto, dunque tagliando i servizi al cittadino. 
L’inefficienza pubblica è stata creata con il taglio del personale necessario, con lo smantellamento o il ridimensionamento di presidi e servizi  territoriali, quelli che fungono da filtro per evitare il ricorso all’emergenza e da primo contatto nei confronti del cittadino; tutto tolto di mezzo ad arte per fare in modo che la gente confluisse al pronto soccorso per avere risposte tempestive ai bisogni di salute. Sono state create ad arte anche le lunghe liste di attesa , in modo da evidenziare quanto non funziona il pubblico e quanto le risposte me le può dare subito il privato, pagando.  E’ stata creata ad arte l’esternalizzazione di alcuni servizi, affidati dapprima alle cooperative, poi addirittura al volontariato, poi addirittura ai ragazzi che svolgono il servizio civile (barellieri) , creando così figure non professionali che sopperiscono al bisogno di quel personale mancante, in realtà impiegando giovani sfruttati e malpagati.
Del resto era  stata aperta già una breccia : quando in una città come Arezzo  è stato permesso ad una Associazione di finanziare l’apertura di un reparto oncologico con i proventi del mercatino del Calcit, questo la dice lunga sulla volontà politica di investimento del pubblico sul territorio. Noi siamo convinti che la sanità pubblica debba essere oggetto di investimenti seri, costanti e sempre all’avanguardia da parte della fiscalità generale, non che interi reparti siano costruiti grazie al buon cuore della gente.
La salute non è oggetto di carità (se trovo i soldi posso creare un reparto per curarmi) la salute è e rimane un diritto, che deve per legge essere sovvenzionato dalla fiscalità generale. Invece i cittadini toscani già attualmente pagano di tasca propria più del 30% delle prestazioni sanitarie – la compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini è già oggi in Toscana la più alta d’Italia . Abbiamo  verificato che 11% dei toscani rinuncia a curarsi  a causa degli alti costi delle prestazioni, sempre più erogate da medici cui è addirittura permesso dal nostro Servizio Sanitario di avere ambulatori privati nelle strutture pubbliche (intramoenia). I risultati sono facili da prevedere: una sanità privata forte e ricca (per chi potrà accedervi, come nel caso del primo soccorso aretino)  e una pubblica povera e residuale per gli altri; quella che noi del Partito Comunista dei Lavoratori, senza paura di smentite, chiamiamo una sanità di classe, perché ad Arezzo la risposta alle carenze arriva sempre puntualmente dal privato, come con  la creazione dell’ambulatorio  di primo soccorso. Bel modello di sanità toscano.
Noi del Partito Comunista dei Lavoratori , che purtroppo per i signori del privato siamo e restiamo fortemente ideologici , ci rifacciamo al principio che la salute per tutti come diritto sia perseguibile solo e soltanto dal servizio pubblico; perché Il privato ha sempre e comunque una propria ideologia che lo guida costantemente : massimo profitto col minimo costo. Ne vediamo fulgidi esempi nelle gestioni private dei maggiori servizi pubblici (scuola, acqua, trasporti) sempre più cari e sempre meno efficienti.

Partito Comunista dei Lavoratori – sezione di Arezzo
Magazzini Popolari Arezzo

NESSUNO DIFENDE GLI INTERESSI DEI LAVORATORI. ALLE ELEZIONI REGIONALI DELLA TOSCANA DEL 31 MAGGIO NON ANDARE A VOTARE



Alle prossime elezioni regionali della Toscana il Partito Comunista dei Lavoratori non sarà presente a causa di una assurda e antidemocratica legge elettorale. Va raccolto un numero esorbitante di firme per ogni circoscrizione (rendendo di fatto impossibile l'accesso a nuove forze politiche), una volta raccolte le firme ci sono poi delle soglie di sbarramento altissime (il 5% per le liste che si presentano da sole, il 10% per le coalizioni) e un premio di maggioranza che rende ridicolo il concetto stesso di democrazia borghese.

L'offerta politica quindi alle prossime regionali sarà molto limitata e non andrà oltre le forze politiche che in questi ultimi anni sono state presenti in consiglio regionale. Tutte forze politiche che restano nel quadro delle compatibilità capitaliste e tutte compromesse con le politiche di austerità del governo e dell'Unione Europea.

Da questo non si discosta neanche la lista di sinistra SI Toscana - Toscana a Sinistra che candida Tommaso Fattori alla presidenza della regione. Una lista nata dal compromesso tra le forze politiche di quel che rimane della sinistra "radicale" toscana (SEL, PRC e PCdI) con qualche spruzzata dei movimenti per i beni comuni. Una lista che non mette al centro della propria attenzione la difesa degli interessi di classe dei lavoratori, dei giovani, dei disoccupati, dei migranti, dei senza casa, ma che ci ripropone la solita novella riformista che tanti danni ha fatto in questi ultimi anni. In più le liste di Si Toscana sono infarcite di candidati che negli ultimi anni si sono distinti per il loro opportunismo politico, da una parte a parole si dichiaravano oppositori del PD e del governo Renzi, dall'altra entravano in giunte locali (comuni provincia e anche in regione) sostenendo le amministrazioni del PD. Pertanto oltre ad avere un programma assolutamente riformista e compatibile con le logiche di austerità c'è anche una pregiudiziale sull'affidabilità di molti dei personaggi candidati. Per questa lista non si può parlare neanche di socialdemocrazia, il loro orizzonte è chiuso in questa società, magari con qualche contentino per i più deboli ma senza mettere in discussione un sistema barbaro e iniquo. Inoltre bisognerebbe chiedere conto ai partiti che compongono la lista di quello che hanno approvato e condiviso insieme alla giunta Rossi in questi anni: la privatizzazione selvaggia di servizi come la distribuzione dell’acqua pubblica; il disfacimento della sanità a favore degli interessi privati, l’aumento dei ticket  per le fasce più deboli e dei lavoratori; il progetto TAV; il rigassificatore di Livorno, fermo - ma inutile e pericoloso - costato un miliardo, regalato ad IREN e E.ON tramite gli aumenti delle bollette energetiche; per non parlare dell’agibilità politica tragicamente concessa a gruppi apertamente fascisti e xenofobi come Casapound e Forza Nuova; nessuna difesa dell’occupazione.

Siamo certi, malgrado questo disastro, che in mancanza di chiari riferimenti politici in difesa dei lavoratori, molti di questi si affideranno comunque la lista in virtù del ragionamento che comunque sia si tratta del “meno peggio”. È una scelta che rispettiamo, ma la nostra prospettiva nasce dalla completa sfiducia verso questi settori che in anni di compromessi, svendite e opportunismi hanno dilapidato non solo una chiara opposizione di classe verso le scelte confindustriali del PD, ma in più hanno anche gravemente danneggiato la coscienza di classe nei territori. Dunque abbiamo deciso di non legittimare questi percorsi.


Contro l’attacco senza precedenti dei governi (sia di quello nazionale che di quelli locali) bisogna rispondere con altrettanta radicalità.

Non essendoci liste che non si sono compromesse negli anni passati e anche attualmente nelle giunte locali con i governi del PD, non essendoci liste che mettono al centro della propria attenzione la difesa intransigente dei diritti della classe lavoratrice, non vediamo nessun motivo valido per dare anche soltanto una indicazione di voto; valga la parola d’ordine che è risuonata nelle manifestazioni di tutto il mondo:

LA CRISI LA DEVONO PAGARE I CAPITALISTI,

SE NE VADANO TUTTI GOVERNINO I LAVORATORI.



Pertanto il PCL della Toscana invita al boicottaggio delle elezioni regionali.

Solo la lotta paga.



PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

Coordinamento della Toscana

LA LEZIONE DELLA GRECIA: L'ILLUSIONE DEL RIFORMISMO, L'ATTUALITÀ DI UNA SINISTRA RIVOLUZIONARIA.

L'esperienza in corso del governo Tsipras è un punto centrale di confronto nella sinistra internazionale, innanzitutto europea. 
Quale dinamica ha sospinto il successo di Syriza? 
Qual è la natura del suo programma e il corso reale della sua politica? 
Quale possibile risposta alternativa alla catastrofe sociale della Grecia? 
Quali indicazioni trarre dall'esperienza in corso ai fini delle prospettive del movimento operaio nel nostro Paese? 


PARLEREMO DI TUTTO QUESTO CON: 

YANNIS ANGELLIS - dirigente nazionale dell'ESIEA (sindacato greco dei giornalisti) e membro della Segreteria nazionale del Partito Operaio Rivoluzionario (EEK), sezione greca del Coordinamento per la Rifondazione della Quarta Internazionale 

MARCO FERRANDO - portavoce nazionale del Partito Comunista dei Lavoratori, sezione italiana del Coordinamento per la Rifondazione della Quarta Internazionale. 


LUNEDI 11 MAGGIO 
ORE 21:30 
VIA DEGLI ALFANI, 13/R FIRENZE