NASCE LA SEZIONE DEL PCL DI SIENA



Giovedì 25 febbraio si è costituita ufficialmente la nuova sezione del Partito Comunista dei Lavoratori di Siena. 
La nuova sezione opererà nell'ambito della provincia senese. Il gruppo fondatore è costituito da compagni di lunga esperienza politica nella sinistra politica e sindacale della città.

Per prendere contatti con la sezione è stata creata una nuova mail: pcl_siena@yahoo.it e presto verrà aperta una pagina facebook dove verranno pubblicizzate le iniziative pubbliche, i documenti, le riunioni, ecc.

Auguriamo ai compagni di Siena un proficuo lavoro sul territorio e tra i lavoratori di una città che negli ultimi tempi è stata al centro della cronaca nazionale per gli scandali legati al sistema di potere del Partito Democratico.

Partito Comunista dei Lavoratori 
Coordinamento della Toscana

Sabato 23 gennaio 2016: iniziativa del PCL Maremma a MONTEROTONDO MARITTIMO (GR)


Le compagne e i compagni della sezione Maremma del PARTITO COMUNISTA dei LAVORATORI vi invitano a partecipare al loro evento:

A 95 anni dalla fondazione, a Livorno, del Partito Comunista di Gramsci e Bordiga, un partito nato per congiungere le grandi lotte di allora con una prospettiva di potere operaio e contadino.
"Fare come in Russia'' era l'obiettivo, cioè preparare la Rivoluzione del proletariato.
Quelle ragioni di impegno e di lotta di allora, oggi, sono ancora vere e drammaticamente necessarie.
Noi vi proponiamo una rievocazione storica e politica NON RETORICA, al netto delle false mitologie giustificatrici dei successivi tradimenti dell'obiettivo rivoluzionario che il Partito Comunista si era prefisso.

Oggi, il PARTITO COMUNISTA dei LAVORATORI propone di ripartire insieme da quei punti fondamentali di autonomia assoluta dalle formazioni borghesi e di prospettiva internazionale.

Programma :

- Cena popolare.
- Intervento di rievocazione storica del gennaio 1921.
- Contributi culturali

Sabato 23 gennaio 2016
MONTEROTONDO MARITTIMO (GR) - circolo Arci

EI FU. ANSALDOBREDA NON C’È PIÙ

Dopo oltre cent’anni di storia, il glorioso stabilimento ferroviario pistoiese esaurisce la sua spinta propulsiva in un settore che l’ha visto per decenni all’avanguardia e attore protagonista in tutto il mondo. 

L’ottusità della classe politica italiana ha ritenuto non strategico il settore dei trasporti su ferro. E ha agito di conseguenza. I giapponesi di Hitachi non sono dello stesso parere, tutt’altro. E hanno pensato bene di approfittare della scempiaggine italiana per acquisire un patrimonio prezioso di conoscenze e esperienze storiche.
D’altra parte, le parole pronunciate qualche tempo fa da Moretti, AD di Finmeccanica (di cui il Ministero dell'Economia e delle Finanze è il maggior azionista), sono molto chiare e non lasciano dubbi su quale settore l’Italia ritenga più strategico: «la vendita del business relativo al trasporto ferroviario rappresenta una tappa importante nella realizzazione del nostro Piano Industriale che mira a focalizzare e a rafforzare il gruppo nel core business hi-tech Aerospaziale, Difesa e Sicurezza». Cioè una produzione orientata verso un’economia di guerra.

È però quantomeno paradossale come interessi che si potrebbero immaginare non sempre collimanti possano in questa occasione coincidere, almeno stando alle reazioni dei vari soggetti interessati. 
Si nota infatti che:

Finmeccanica è contenta perchè ha realizzato il suo obiettivo strategico. Ribadisce che: «Con la cessione del business relativo al trasporto ferroviario Finmeccanica è ora un’azienda focalizzata interamente sull’Aerospazio, Difesa e Sicurezza», commenta l’ad, Mauro Moretti, dopo il closing della cessione a Hitachi di AnsaldoBreda e della quota in Ansaldo Sts. «Ciò rappresenta - sottolinea - una tappa fondamentale nell’esecuzione del nostro piano Industriale volto a focalizzare e rafforzare il gruppo nel core business e a raggiungere i nostri obiettivi economici e finanziari».

Il governo italiano è contento  (vedi Finmeccanica).

Le istituzioni locali – rigorosamente in mano al PD – essendo contento il bonapartista Renzi, sono anch’esse contente. 
Certo, di quel Rossi Enrico che, quando era bersaniano, dichiarava nel 2011 (governo Berlusconi):
 «…. il governo possiede la golden share di Finmeccanica e deve svolgere il suo ruolo di proprietario di Finmeccanica, predisporre il rilancio produttivo del comparto ferroviario che è un settore moderno, strategico per far ripartire l’economia sia a livello regionale che nazionale. Altro che vendita! Quindi basta con le promesse, con dichiarazioni generiche….». E inoltre: «Breda non si vende dovranno passarci sopra».
che giudizio possiamo dare? Ognuno si sbizzarrisca con i termini che ritiene più adatti.

La Curia vescovile è contenta. 
Tanto la messa propiziatoria natalizia nello stabilimento non gliela impedirà nessuno.

I sindacati sono contenti. 
Come interpretare diversamente l’assenza di una seria e duratura forma di lotta, specialmente nel passato, in difesa della AnsaldoBreda intesa più come bene pubblico strategico che come proprietà pubblica di Finmeccanica. La moderazione sindacale, figlia di scelte strategiche perdenti in atto da decenni, ha portato a questo stato di passività che è stato cercato di esorcizzare con i soliti sciopericchi di poche ore diluiti nell’arco dell’intero anno.

I lavoratori sono contenti. 
Le cronache ci dicono che i loro «…applausi sono arrivati subito, non richiesti, sia per il giovane (52 anni) ingegnere venuto dall’Inghilterra che per Maurizio Manfellotto, ieri amministratore delegato di AnsaldoBreda e oggi di Hitachi Rail Italy …». Dispiace vedere e constatare come anche una minima coscienza di classe sia così lontana da essere percepita come necessaria e imprescindibile, tanto più oggi che la borghesia capitalista adopera ogni mezzo per condurre la sua lotta di classe contro il proletariato, contro i lavoratori.

I pistoiesi sono contenti. 
Come sempre, comunque e a prescindere. Che tristezza!

In tutto questo c’è però un qualcosa che non ci torna, che ci appare strano. Che ci “suona a coccio”.
Il riferimento, il paragone potrà anche apparire improprio, ma così, a naso, ci ritorna in mente l’epoca d’oro (!?) di circa una trentina d’anni fa, con il boom della Borsa a metà degli anni ottanta. (In quel periodo succedeva che erano molti di più i lavoratori che avevano in tasca “Il Sole 24 ore” che non quelli che c’avevano “L’Unità”; quel “’Unità” che, a dire il vero, già da tempo aveva perso ogni aggancio e ogni riferimento al “comunismo”, fosse pure molto annacquato e approssimato,  ma che comunque rappresentava pur sempre nell’immaginario collettivo della sinistra più o meno antagonista, un punto di riferimento quanto meno idealistico per ogni istanza di cambiamento progressista).
In quel periodo tutti investivano in Titoli i propri risparmi, tutti guadagnavano, tutti erano contenti, tutti erano felici perché convinti di aver trovato, grazie alle virtù di quel capitalismo che si erano illusi di poter padroneggiare a loro uso e consumo, il modo di far soldi o, comunque, di andare in culo al mondo. Tutti si erano illusi di essere dei rentier, di poter diventare ricchi. 
La cronaca degli anni successivi (si può dire la storia?) ci descrive un esito diverso. Sicuramente qualcuno potrà anche averci guadagnato in quell’assurda e effimera situazione. Ma certamente si è trattato di minoranze, dei soliti noti, magari più allenati a certe speculazioni, a spese della maggioranza dei novelli investitori.
Morale della favola. In questo passaggio da AnsaldoBreda (proprietà pubblica) a Hitachi (proprietà privata) non è possibile che tutti siano contenti, che tutti ci guadagnino (in senso lato). Gli interessi capitalistici faranno presto il loro ingresso anche in via Ciliegiole. E qualcuno sicuramente dovrà ingollare bocconi amari. 
Purtroppo non è difficile prevedere a chi toccherà.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI - PISTOIA

ALL'ATTACCO REPRESSIVO E REAZIONARIO DEL GOVERNO RENZI COSTRUIAMO UN FRONTE UNICO DI RESISTENZA

 
 
Solidarietà militante a tutti i compagni colpiti dalla repressione.

Le richieste da parte de Pubblico Ministero di pesantissime condanne per 20 compagni accusati attraverso un teorema accusatorio montato ad arte per i fatti  avvenuti a Livorno tra il 30 novembre e 2 dicembre del 2012 necessitano di un forte risposta politica. È in atto da mesi un attacco repressivo al dissenso da parte di un governo reazionario con una pesante influenza anche sulle mosse degli apparati dello stato. La magistratura , gli uffici politici delle questure, il duro uso della forza da parte reparti di polizia e carabinieri nelle situazioni di tensione (anche armi alla mano come è accaduto a Pisa), sono i segnali dei sempre più ridotti spazi di agibilità politica .  
Apparati dello stato che sono servili con i fascisti e potenti e forti con i deboli. 
Le richieste di  arresti per gli antifascisti fiorentini per i fatti di un anno fa, il teorema contro le avanguardie livornesi, l'uso indiscriminato della forza a Bologna e in altre città contro le famiglie in emergenza abitativa, la tolleranza verso le violente formazioni neofasciste sono l'evoluzione nei fatti della svolta reazionaria del governo Renzi. Perfino il reato di tortura è stato accantonato dal programma del governo.
Bisogna respingere questo attacco repressivo con una risposta politica forte ed unitaria. Solo un fronte unico di lotta e resistenza da parte dei lavoratori e dei settori in lotta che sono  più colpiti dalla crisi è in grado di frantumare l'evoluzione reazionaria delle istituzioni e delle sue regole costituzionali. 
Il PCL della Toscana e le sue sezioni territoriali sono solidali con tutti i compagni  che stanno subendo questo attacco ed è impegnato nella costruzione politica di un fronte unico di resistenza. 


PCL
COORDINAMENTO DELLA TOSCANA

Il Partito Comunista dei Lavoratori della Toscana sostiene il Referendum contro la Legge 28 sulla Sanità della Regione Toscana.

Il Partito Comunista dei Lavoratori della Toscana sostiene il Referendum contro la Legge 28 sulla Sanità della Regione Toscana. 

Questa legge di ispirazione nettamente reazionaria colpisce la sanità pubblica a favore di una privatizzazione selvaggia. Vengono accorpati i servizi sanitari nei capoluoghi di provincia lasciando a se stesse le zone periferiche e i piccoli borghi non dando alcuna garanzia per i soccorsi e le cure in queste località lontane dal centro. Verranno tagliati i posti letto, aumenteranno i tempi all’ inverosimile per le liste di attesa inerenti le visite specialistiche. Non solo ma con i tagli dei fondi destinati alla salute pubblica sono previsti almeno 4000 posti di lavoro in meno negli ospedali toscani. Verranno accorpate le ASL in sole tre aree vaste con l’eliminazione di presidi medici in tutta la Regione. Tutto questo destinerà la maggiore attenzione politica ed economica verso le strutture private, lasciando a se stessi i lavoratori, gli strati meno abbienti e le loro famiglie. Solo chi avrà “tanti soldi” potrà curarsi. Le condizioni di vita di questi strati si sono aggravate negli ultimi anni con gli attacchi ai salari, la cassa integrazione e la disoccupazione. Il PCL è dalla parte dei lavoratori e ne difende gli elementari diritti alla salute sia sul posto di lavoro che nei quartieri delle metropoli e sul territorio. Pur essendo coscienti che solo la forte mobilitazione e la lotta possono fermare gli attacchi del capitalismo alle condizioni di vita dei lavoratori, sosterremo il referendum contro la legge 28 studiata dal PD e anche dalle forze del centro sinistra che erano nella giunta regionale ben prima di questo nuovo mandato al governatore Rossi. Vogliamo anche opporci totalmente all'uso strumentale e populista del referendum da parte delle destre e dei baroni della medicina arroccati in difesa di poteri forti e dei loro interessi. 

Sempre dalla parte dei lavoratori ! 
Solo la lotta paga. 
Sosteniamo il Referendum contro la legge 28 sulla Sanità toscana. 

Partito Comunista dei Lavoratori - Toscana
Ottobre, 2015